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A. Obiettivi e Risultati attesi del
progetto
Dai dati elaborati dal
Corpo Forestale dello Stato risulta che “il bilancio del fuoco nel
2007 è stato uno dei più pesanti che si siano mai registrati: 10.639
incendi, che hanno percorso una superficie di 227.729ettari, di cui
116.602 boscati.
Si tratta della situazione più grave dopo
il 2000, anno di approvazione della legge 353 sugli incendi boschivi.
Anche il confronto con il periodo precedente al 2000 è negativo. Dal
1997 non si verificava un numero maggiore di incendi (11.612), dal 1993
non bruciava una così estesa superficie boscata (116.378 ettari), mentre
bisogna risalire indietro al 1981, nel periodo più drammatico della
storia degli incendi in Italia, per trovare una più ampia superficie
totale percorsa dal fuoco (229.850 ettari).
Rispetto al 2006 il numero di fuochi è
quasi raddoppiato, la superficie boscata percorsa è stata sette volte
maggiore, quella totale si è quintuplicata.
La superficie media per incendio nel
2007 è stata pari a 21,4 ettari, la maggiore mai registrata a partire
dal 1970, anno di inizio della rilevazione statistica dei dati sugli
incendi boschivi.
La gravità della situazione registrata
si rivela non solo nel notevole numero di incendi e nelle enormi
porzioni di territorio percorse, ma anche per altri parametri: rispetto
al 2006 è aumentata la percentuale di superficie boscata percorsa dal
fuoco, l’incidenza della superficie bruciata ricadente in aree protette,
la concentrazione del fenomeno nei mesi estivi, la dolosità.
Le elevate temperature e i forti venti
hanno favorito, nel corso dell’estate incendi di eccezionali dimensioni,
spesso concentrati in alcune giornate particolari, che hanno messo a
dura prova l’intero sistema antincendio, come quelle del 24 luglio e del
22 agosto.
Numerose sono state le richieste di
concorso aereo: nella solo giornata del 24 luglio sono pervenute alla
Protezione Civile Nazionale 100 richieste di intervento dei mezzi aerei.
Il bilancio più drammatico è stato senza dubbio quello delle vite
umane: 23 vittime del fuoco nel 2007.”
L’eccezionale numero delle onde di calore
che si sono avute nel corso di questa estate 2008 ha favorito lo
sviluppo di numerosi incendi e tutto lascia prevedere che, quando i
nuovi dati saranno disponibili, la situazione del 2008 sarà
probabilmente peggiore di quella del 2007.
Tra le regioni meridionali la Calabria è
stata colpita in modo particolarmente rilevante; è stata la regione più
devastata dal fuoco: 1.880 incendi, oltre 43.126 ettari di territorio
percorso, 24.806 ettari di bosco danneggiato. Rispetto al 2006 il numero
di incendi è raddoppiato, la superficie boscata è aumentata di otto
volte, quella totale si è quintuplicata.
A ciò devono aggiungersi i danni alle
strutture e infrastrutture, i rischi per i centri abitati e per la
viabilità, le perdite di vite umane.
Obiettivo del progetto “ALPI ALerta
Precoce di Incendi boschivi” è la messa a punto dei sensori e della
metodologia per un innovativo sistema integrato finalizzato ad
accelerare l’allarme degli incendi boschivi per abbreviare i tempi di
intervento.
Il progetto di ricerca
industriale finanziato dal MIUR, prot. 7979/DSPAR/2002, e coordinato dal
CRATI, ha dimostrato che con tecnologie laser è possibile realizzare un
sensore in grado di rilevare in atmosfera segnali dovuti al formarsi al
suolo di un focolaio di incendio boschivo, ancor prima che siano
visibili le fiamme, e conseguentemente di generare un allarme precoce.
La precocità dell’allarme consente di inviare rapidamente sul posto una
squadra di intervento, anche leggera, che può spegnere facilmente
l’incendio prima che si espanda raggiungendo dimensioni tali da
richiedere l’impiego di mezzi maggiori, con conseguente aggravio dei
danni e dei costi. Però, lo stesso progetto, ha evidenziato un aspetto
che richiede una ulteriore attività di ricerca industriale che ora il
CRATI intende perseguire. Alla squadra di intervento è necessario
comunicare le esatte coordinate del focolaio, coordinate che bisogna
ricavare da quelle che il sensore ha attribuito al volumetto di
atmosfera in cui ha individuato la presenza di materiale generato dal
focolaio. In pratica, individuata in atmosfera una “nuvoletta di fumo”,
occorre calcolare il punto al suolo dove questa è stata generata.
La metodologia per
eseguire questo calcolo è il risultato più importante atteso da questo
progetto.
Al fine di ridurre i
costi dell’intero sistema e migliorarne la commerciabilità, si vuole
inoltre verificare la possibilità di utilizzare per il sensore un laser
operante in una banda diversa da quella utilizzata nel dimostratore del
progetto MIUR 7979, al fine di aumentare il range di operazione
mantenendo inalterati i parametri di sicurezza.
B. Definizione
degli Obiettivi (Generali, Specifici e Operativi)
Obiettivo generale è mettere il CRATI in
grado di offrire, inizialmente alla regione Calabria e successivamente
anche alle altre, un servizio innovativo per la mitigazione del danno da
incendi. Lo svolgimento di tale servizio aumenterà l’attività del CRATI
con conseguente ampliamento dell’organico e possibilità di raggiungere
maggiori utili da investire in ulteriore attività di ricerca.
Obiettivo specifico è quindi la
realizzazione di un sistema integrato costituito da una rete di sensori
innovativi distribuiti sul territorio e collegati con una sala controllo
centralizzata che li gestisce in remoto acquisendone i dati. Nella sala
controllo un software appositamente sviluppato elabora i dati acquisiti,
individua eventuali focolai di incendio e ne trasmette le coordinate
geografiche alla Protezione Civile per gli interventi di conseguenza.
Obiettivi operativi sono:
1)
il perfezionamento di un
sensore innovativo da brevettare e che, successivamente, in molti
esemplari sarà prodotto, commercializzato, installato e mantenuto da
altra impresa localizzata in Calabria;
2)
definizione della
metodologia e quindi del modello e relativi codici di calcolo per la
corretta localizzazione del focolaio dell’incendio tenendo conto delle
caratteristiche microclimatiche dei siti sotto controllo;
3)
diffusione dei risultati. |