Crati s.c.r.l. - Consorzio per la Ricerca e le Applicazioni di Tecnologie Innovative

Progetto ALPI

 
 
Titolo del progetto
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Rischio incendi
Rischio dinamico incendi
Mappe incendi (1997-2004)
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Titolo del progetto
 

ALPI - ALlerta Precoce di Incendi boschivi

COFINANZIATO SUI FONDI POR FESR CALABRIA 2007/2013 COME SVILUPPO DEL PROGETTO MIUR 7979

A. Obiettivi e Risultati attesi del progetto

Dai dati elaborati dal Corpo Forestale dello Stato risulta che “il bilancio del fuoco nel 2007 è stato uno dei più pesanti che si siano mai registrati: 10.639 incendi, che hanno percorso una superficie di 227.729ettari, di cui 116.602 boscati.

Si tratta della situazione più grave dopo il 2000, anno di approvazione della legge 353 sugli incendi boschivi. Anche il confronto con il periodo precedente al 2000 è negativo. Dal 1997 non si verificava un numero maggiore di incendi (11.612), dal 1993 non bruciava una così estesa superficie boscata (116.378 ettari), mentre bisogna risalire indietro al 1981, nel periodo più drammatico della storia degli incendi in Italia, per trovare una più ampia superficie totale percorsa dal fuoco (229.850 ettari).

Rispetto al 2006 il numero di fuochi è quasi raddoppiato, la superficie boscata percorsa è stata sette volte maggiore, quella totale si è quintuplicata.

La superficie media per incendio nel 2007 è stata pari a 21,4 ettari, la maggiore mai registrata a partire dal 1970, anno di inizio della rilevazione statistica dei dati sugli incendi boschivi.

La gravità della situazione registrata si rivela non solo nel notevole numero di incendi e nelle enormi porzioni di territorio percorse, ma anche per altri parametri: rispetto al 2006 è aumentata la percentuale di superficie boscata percorsa dal fuoco, l’incidenza della superficie bruciata ricadente in aree protette, la concentrazione del fenomeno nei  mesi estivi, la dolosità.

Le elevate temperature e i forti venti hanno favorito, nel corso dell’estate incendi di eccezionali dimensioni, spesso concentrati in alcune giornate particolari, che hanno  messo a dura prova l’intero sistema antincendio, come quelle del 24 luglio e del 22 agosto.

Numerose sono state le richieste di concorso aereo: nella solo giornata del 24 luglio sono pervenute alla Protezione Civile Nazionale 100 richieste di intervento dei mezzi aerei.

Il bilancio più drammatico è stato senza dubbio quello delle vite umane: 23 vittime del fuoco nel 2007.”

L’eccezionale numero delle onde di calore che si sono avute nel corso di questa estate 2008 ha favorito lo sviluppo di numerosi incendi e tutto lascia prevedere che, quando i nuovi dati saranno disponibili, la situazione del 2008 sarà probabilmente peggiore di quella del 2007.

Tra le regioni meridionali la Calabria è stata colpita in modo particolarmente rilevante; è stata la regione più devastata dal fuoco: 1.880 incendi, oltre 43.126 ettari di territorio percorso, 24.806 ettari di bosco danneggiato. Rispetto al 2006 il numero di incendi è raddoppiato, la superficie boscata è aumentata di otto volte, quella totale si è quintuplicata.

A ciò devono aggiungersi i danni alle strutture e infrastrutture, i rischi per i  centri abitati e per la viabilità, le perdite di vite umane.

Obiettivo del progetto “ALPI ALerta Precoce di Incendi boschivi” è la messa a punto dei sensori e della metodologia per un innovativo sistema integrato finalizzato ad accelerare l’allarme degli incendi boschivi per abbreviare i tempi di intervento.

Il progetto di ricerca industriale finanziato dal MIUR, prot. 7979/DSPAR/2002, e coordinato dal CRATI, ha dimostrato che con tecnologie laser è possibile realizzare un sensore in grado di rilevare in atmosfera segnali dovuti al formarsi al suolo di un focolaio di incendio boschivo, ancor prima che siano visibili le fiamme, e conseguentemente di generare un allarme precoce. La precocità dell’allarme consente di inviare rapidamente sul posto una squadra di intervento, anche leggera, che può spegnere facilmente l’incendio prima che si espanda raggiungendo dimensioni tali da richiedere l’impiego di mezzi maggiori, con conseguente aggravio dei danni e dei costi. Però, lo stesso progetto, ha evidenziato un aspetto che richiede una ulteriore attività di ricerca industriale che ora il CRATI intende perseguire. Alla squadra di intervento è necessario comunicare le esatte coordinate del focolaio, coordinate che bisogna ricavare da quelle che il sensore ha attribuito al volumetto di atmosfera in cui ha individuato la presenza di materiale generato dal focolaio. In pratica, individuata in atmosfera una “nuvoletta di fumo”, occorre calcolare il punto al suolo dove questa è stata generata.

La metodologia per eseguire questo calcolo è il risultato più importante atteso da questo progetto.

Al fine di ridurre i costi dell’intero sistema e migliorarne la commerciabilità, si vuole inoltre verificare la possibilità di utilizzare per il sensore un laser operante in una banda diversa da quella utilizzata nel dimostratore del progetto MIUR 7979, al fine di aumentare il range di operazione mantenendo inalterati i parametri di sicurezza.

B. Definizione degli Obiettivi (Generali, Specifici e Operativi)

Obiettivo generale è mettere il CRATI in grado di offrire, inizialmente alla regione Calabria e successivamente anche alle altre, un servizio innovativo per la mitigazione del danno da incendi. Lo svolgimento di tale servizio aumenterà l’attività del CRATI con conseguente ampliamento dell’organico e possibilità di raggiungere maggiori utili da investire in ulteriore attività di ricerca.

Obiettivo specifico è quindi la realizzazione di un sistema integrato costituito da una rete di sensori innovativi distribuiti sul territorio e collegati con una sala controllo centralizzata che li gestisce in remoto acquisendone i dati. Nella sala controllo un software appositamente sviluppato elabora i dati acquisiti, individua eventuali focolai di incendio  e ne trasmette le coordinate geografiche alla Protezione Civile per gli interventi di conseguenza.

Obiettivi operativi sono:

1)       il perfezionamento di un sensore innovativo da brevettare e che, successivamente, in molti esemplari sarà prodotto, commercializzato, installato e mantenuto da altra impresa localizzata in Calabria;

2)       definizione della metodologia e quindi del modello e relativi codici di calcolo per la corretta localizzazione del focolaio dell’incendio tenendo conto delle caratteristiche microclimatiche dei siti sotto controllo;

3)       diffusione dei risultati.

 

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