|
Il
modello a mesoscala RAMS è disponibile presso il CRATI S.c.r.l., nella
sua versione 4.2. Il RAMS è un modello a fisica completa che
risolve un set di equazioni per lo stato dinamico dell’atmosfera,
l’equazione che esprime il primo principio della termodinamica ed
un set di equazioni per la microfisica. Più specificatamente le
equazioni risolte dal modello sono l’equazione del moto,
l’equazione di conservazione della massa, l’equazione di conservazione dell’energia più il set di equazioni di
conservazione delle idrometeore.
Le
equazioni risolte del RAMS sono incompressibili e non idrostatiche
e, di conseguenza, il modello risulta particolarmente adatto allo
studio dell’atmosfera in un contesto di orografia complessa come
quello calabrese (Figura 1, tutte le figure sono riportate alla fine
del documento).
In
questo documento verranno illustrate alcune delle caratteristiche più
interessanti del modello a mesoscala RAMS. Inoltre verrà illustrato
come questo modello viene utilizzato presso il CRATI S.c.r.l. Per
informazioni più dettagliate sul modello RAMS si possono consultare
le pubblicazioni riportate in bibliografia (Tremback e Walko; Pielke).
|
|
Il modello
a mesoscala RAMS usa la griglia C definita da Mesinger e Arakawa (Mesinger
e Arakawa, 1976). Tutte le variabili termodinamiche e l’umidità
sono definite nello stesso punto con le componenti delle velocità
shiftate di mezza distanza di griglia.
La struttura
verticale è molto interessante poiché adotta il sistema di
coordinate
sz
(terrain-following coordinate system). Il sistema di
coordinate è definito da:
|
(1) |
|
dove
H è
l’altezza del dominio considerato e
zg
è l’altezza
della topografia ad una data posizione, funzione di
x
e
y. Il
terrain-following coordinate system è tale da seguire la topografia
per il livello
z*=0
per poi appiattirsi gradualmente quando si sale in quota. Il piano
z=H
è perfettamente
perpendicolare all’accelerazione di gravità
g.
Le derivate possono essere scritte in forma tensoriale (Clark, 1977)
come:
|
(2) |
|
dove:
|
(3) |
|
e la
matrice
bij
è data da:
|
(4) |
|
In tal
modo le velocità, nel sistema di coordinate terrain – following,
sono legate alle velocità
u,
v, w
dalle relazioni:
|
(5) |
|
I livelli verticali
z*
possono essere
introdotti nel modello a mesoscala RAMS in due modi diversi: il
primo consiste nell’introdurre direttamente i livelli nel modello
a quote prescritte mentre il secondo consiste nell’utilizzo di un
rapporto costante tra successive coppie di livelli. Se chiamiamo con
Rij
tale rapporto si ha
:
|
(6) |
|
dove
Dzj
= zj+1 - zj
. Lo schema precedente consente di
avere una maggiore risoluzione verticale vicino al suolo. In unione
con
Rij
occorre specificare sia
la quota del primo livello dal suolo, sia il valore massimo di
Dzj. |
|
Una
delle opzioni più interessanti offerte dal modello RAMS è quella
del nesting delle griglie. Questo consente di potere fare degli
“zoom” su zone di particolare interesse.
Inoltre, i fenomeni che
avvengono in atmosfera sono non lineari e si sviluppano su diverse
scale spazio – temporali di conseguenza è molto importante poter
regolare la risoluzione delle griglie per andare ad indagare
particolari fenomeni. Le griglie del modello RAMS hanno una
interazione a due vie (‘two – way interaction’).
Per
meglio spiegare questa caratteristica ricorriamo ad un esempio
pratico. Supponiamo di svolgere una simulazione con due griglie
innestate: la prima a risoluzione 9 km * 9 km e la seconda a
risoluzione 3 km * 3 km. La prima griglia prende il nome di griglia
madre (GP) mentre la seconda prende il nome di griglia secondaria
(GS). La tecnica bidirezionale ( Clark e Farley, 1994; Clark e Hall,
1991) consiste dapprima nel calcolare i vari campi atmosferici sulla
griglia padre avanzando di un time – step; quindi, questi campi
vengono interpolati sulla griglia secondaria che, con un time step
minore, esegue tanti passi temporali quanti sono necessari per
raggiungere lo stesso tempo di simulazione della GP. A questo punto
i campi della griglia GS vengono interpolati sulla griglia GP.
Le
componenti della velocità, della temperatura potenziale,
dell’umidità sono moltiplicate per la densità prima di attivare
la comunicazione tra le griglie. Gli operatori di interpolazione e
di media sono stati disegnati per conservare la massa, il momento e
l’energia.
|
4.1.
Analisi
sinottica
|
L’inizializzazione
del modello viene fatta tramite il pacchetto ISAN (ISentropic
ANalysis package) che fornisce i dati iniziali e le condizioni al
contorno dinamiche per la simulazione.
Nel modello si usano le
coordinate isentropiche poiché hanno alcuni vantaggi tra i quali
ricordiamo:
-
le linee isentropiche tendono ad impacchettarsi in vicinanza
dei fronti consentendo di aumentare la risoluzione in vicinanza di
queste particolari strutture;
-
a causa della loro forma inclinata in vicinanza dei fronti,
le corte lunghezze d’onda in coordinate cartesiane vengono
trasformate in lunghe lunghezze d’onda in coordinate isentropiche.
Le
coordinate isentropiche hanno anche alcuni svantaggi tra cui i
principali sono:
-
nelle
zone in cui la stratificazione decresce, le coordinate isentropiche
fanno perdere di risoluzione (questo problema è particolarmente
sentito all’interno dello Strato Limite Planetario;
-
le
linee isentropiche spesso attraversano il terreno.
Nella
sua versione di base nel modello RAMS, viene fornito con il
pacchetto ISAN o già predisposto per leggere alcuni dati
sperimentali. E’inoltre possibile riscrivere l’input dei dati
consentendo di personalizzare l’inizializzazione.
I
dati che il pacchetto è in grado di leggere per l’inizializzazione
possono venire da varie sorgenti, tuttavia le principali sono:
-
dati
su griglia provenienti da modelli a circolazione generale
dell’atmosfera (ECMWF, NCEP et.);
-
radiosondaggi;
-
misure
di centraline meteorologiche a tema.
Il
modello è anche predisposto per ricevere dati sull’uso del suolo
e sulle proprietà del suolo.
Mentre
le prime caratteristiche sono reperibili e sono state introdotte nel
modello RAMS, le informazioni relative al suolo non sono ancora
disponibili poiché sono più complicate da dedurre, a partire dai
dati satellitari, rispetto a quelle dell’uso del suolo.
4.2
Assimilazione
dei dati 4D
Dopo
l’inizializzazione il modello riceve le condizioni al contorno
dinamiche per proseguire la simulazione. Queste condizioni vengono
introdotte con la tecnica di nudging che consente un aggiornamento
quadridimensionale (nello spazio e nel tempo) delle condizioni al
contorno. In questo schema si aggiunge un termine al calcolo della
pendenza di una data variabile per forzarla verso un valore
misurato. Si ha:
|
(7) |
|
dove
x
è la variabile del modello,
F(x)
rappresenta i
termini fisici che forzano l’evoluzione della variabile
x,
N(x,y,z,t) è un peso assegnato
per il nudging ed x0
il valore osservato (Wang e
Warmer, 1988).
Durante
l’utilizzo della tecnica di nudging occorre fare molta attenzione
alla qualità ed alla completezza dei dati sperimentali poiché in
alcuni casi la simulazione con la tecnica del nudging risulta
degradata.
|
|
|
|
Al
momento il modello RAMS è stato utilizzato presso il CRATI S.c.r.l.
per svolgere alcuni studi sullo sviluppo dei regimi di brezza e
convezione sulla regione Calabria.
Le
referenze di questi studi sono riportati in bibliografia. Al momento
quindi il modello non viene utilizzato per fare delle previsioni e
non viene inizializzato con i dati del modello a circolazione
globale dell’ECMWF. Il modello viene inizializzato, invece, a
partire da dati climatologici (Kalnay,1996) per effettuare appunto
studi sulle circolazioni e sul clima locale della regione. Di
conseguenza non si hanno delle griglie tipo su cui si fanno le
simulazioni ma le griglie vengono cambiate a seconda del fenomeno
che si vuole indagare. Tuttavia la potenzialità del modello RAMS (nesting,
ISAN, simulazione con presenza di nuvole) sono state ugualmente
utilizzate e successivamente se ne descriverà brevemente un
esempio.
Nelle
Figure
2,,
3,
4,
vengono riportate le tre griglie su cui è stata
svolta la simulazione con il modello RAMS per il giorno 21 luglio in
condizioni tipiche climatologiche. La prima griglia ha una
risoluzione di 27 km sia lungo l’asse
x
che lungo l’asse
y,
la
seconda griglia ha una risoluzione di 9 km e la terza griglia ha una
risoluzione di 3 km.
La
prima griglia è utile per potere interagire con i dati a grande
scala e di seguire, quindi, l’evoluzione della scala sinottica. La
seconda griglia rappresenta un primo zoom sulla regione Calabria e
comprende anche la regioni Puglia e Sicilia. La terza griglia
rappresenta un ulteriore zoom sulla piana di Sibari che è la
principale zona agricola della regione Calabria.
Oltre
alla topografia viene riportato il campo di venti a circa 25 m sopra
il livello di suolo. Si può notare una forte convergenza delle
masse d’aria verso i principali picchi montuosi della regione.
Questa convergenza è dovuta alla particolare conformazione
geomorfologia della regione Calabria. Infatti le brezze di mare
dovute al contrasto terra–mare, e le brezze di monte, dovute al
contrasto monte–valle, si uniscono tra loro generando delle
intense circolazioni a brezza. Inoltre a causa della limitata
estensione della regione in direzione Ovest – Est, che è minore
di un raggio di Rossby, i fronti di brezza provenienti dal mare
Tirreno e dal mar Ionio si incontrano al centro della regione
determinando sollevamento di aria e formazione di cumuli convettivi
pomeridiani sui principali picchi montuosi della regione. Questo
fenomeno condiziona il clima della regione poiché le masse d’aria
umida provenienti dal mare vengono riorganizzate dalle circolazioni
a brezza e sollevate in quota provocando la formazione di cumuli
convettivi e temporali estivi sulla regione. L’apporto idrico di
questi temporali in estate è vitale per il mantenimento della flora
e della fauna della regione. Con gli strumenti di calcolo
attualmente disponibili presso il CRATI S.r.c.l. per eseguire 24 ore
di simulazione su tre griglie annidate, come quelle mostrate
precedentemente, vengono impiegate 2 ore di calcolo di una
workstation IBM biprocessore modello 240P.
La
visualizzazione dell’output avviene tramite il pacchetto NCAR
Graphics che al momento è utilizzato nella sua versione 3.0 ma verrà
presto upgradato alla versione 4.0.
|
|
6.1. Temperatura
superficiale del mare
Le
simulazioni che vengono svolte al CRATI si riferiscono al massimo a
2-3 giorni per cui la temperatura superficiale del mare viene
assunta costante. Il suo valore viene ottenuto dalla media mensile
climatologica. I files contenenti i valori di temperatura
superficiale del mare sono di pubblico dominio e possono essere
reperiti presso il sito dell’ASTER.
6.2.
Topografia
La
topografia è stata derivata a partire dal dataset GTOPO30 con
risoluzione di
~
1 km. I files relativi alla topografia vengono forniti con il
modello RAMS e vengono suddivisi in zone di 5° di latitudine per 5°
di latitudine. Il dataset GTOPO30
è un modello digitale del terreno (DEM) realizzato dallo staff
dell’USGS EROS DATA CENTER. Il modello digitale è reperibile al
sito
edcdaac.usgs.gov.
La
spaziatura orizzontale del dataset GTOPO30 è di 30 arcosecondi
(0.008333 gradi) e l’estensione del dataset si riferisce a tutto
il globo. Le dimensioni totali del dataset sono di 21600 righe per
43200 colonne. Il valore minimo del dataset è di –407 m ed il
valore massimo è di 8752 m. Gli oceani sono stati mascherati nel
dataset come “dato non corretto”(-9999). Data la risoluzione del
dataset le isole con dimensioni inferiori ad 1 km*1 km non vengono
rappresentate.
6.3.
Percentuale
terra-mare
La
percentuale terra – mare viene ottenuta a partire dal dataset di
topografia (GTOPO30).
6.4. Parametri
di suolo
A
causa della difficoltà di desumere informazioni sul tipo di suolo a
partire dai dati satellitari non si hanno al momento informazioni
sulle caratteristiche del suolo che, viene mantenuto costante su
tutto il dominio.
6.5
Uso del suolo
L’uso
del suolo può essere introdotto nel modello RAMS a partire da
alcuni files forniti con il modello e di dominio pubblico, che
descrivono, con risoluzione di 1 km circa, l’uso del suolo. Questo
si traduce nell’assegnare con la risoluzione detta, ad ogni pixel
una classe secondo un certo schema di classificazione. Quando si
effettua una simulazione, il modello RAMS legge i files che
contengono l’uso del suolo ed assegna ad ogni box di griglia una
classe vegetativa. In corrispondenza di questa classe vegetativa
sono definiti, all’interno di un database del modello, i parametri
fisici (albedo, roughness, LAI) da associare alla particolare classe
vegetativa presente nella box di griglia. Generalmente la
risoluzione della griglia di simulazione è inferiore a quella del
file che descrive l’uso del suolo e, per il calcolo degli scambi
di energia, materia e momento, tra l’atmosfera ed il suolo il
modello ricampiona la classificazione sulle box di griglia e calcola
la classe dominante che viene assegnata alla particolare box. Si può
definire il numero di patches vegetativi che si intendono utilizzare
per ogni box del modello tramite il parametro NPATCH. In particolare
il numero di tipi vegetativi omogenei presenti nella simulazione
sono (NPATCH – 1) ( 1 patch è costituito sempre da acqua) ed in
questo caso i flussi di calore sensibile e latente vengono calcolati
facendo una media pesata tra i vari sottoflussi derivanti dai vari
patches che compongono la box di griglia. La media tra i vari flussi
di sottogriglia è una media pesata con i pesi determinati dalle
aree dei vari patches divise per l’area totale della box di
griglia.
Nel
modello RAMS la suddivisione delle specie vegetative viene fatta in
base alla classificazione BATS (Biosphere Atmosphere Transfer Scheme)
che prevede 18 classi vegetative diverse con i parametri che le
caratterizzano riportati in
Tabella
1.
|
|
Tipo
di utilizzo del suolo
|
Albedo
|
Emissività
|
Rugosità
(m)
|
|
Crop/mixed farming
|
0.20
|
0.95
|
0.06
|
|
Short
grass
|
0.26
|
0.96
|
0.02
|
|
Evergreen
needleleaf tree
|
0.10
|
0.97
|
1.0
|
|
Deciduous
needleleaf tree
|
0.10
|
0.95
|
1.0
|
|
Deciduous
broadleaf tree
|
0.20
|
0.95
|
0.80
|
|
Evergreen
broadleaf tree
|
0.15
|
0.95
|
2.0
|
|
Tall
grass
|
0.16
|
0.96
|
0.10
|
|
Desert
|
0.30
|
0.86
|
0.05
|
|
Tundra
|
0.20
|
0.95
|
0.04
|
|
Irrigated
crop
|
0.18
|
0.95
|
0.06
|
|
Semi-desert
|
0.25
|
0.96
|
0.10
|
|
Ice
cap/glacier
|
0.40
|
0.82
|
0.01
|
|
Bog
or marsh
|
0.12
|
0.98
|
0.03
|
|
Inland
water
|
0.14
|
0.99
|
0.0024
|
|
Ocean
|
0.14
|
0.97
|
0.0024
|
|
Evergreen
shrub
|
0.10
|
0.97
|
0.10
|
|
Deciduous
shrub
|
0.20
|
0.97
|
0.10
|
|
Mixed
woodland
|
0.18
|
0.96
|
0.80
|
|
|

Topografia
della Calabria su 10 Km2 |
|
Griglia
#1 per una simulazione in condizioni climatologiche estive. Viene
mostrato il campo di venti a circa 25 m a.g.l. La risoluzione in
x
ed y
della griglia è di 27 km |
|
Griglia
#2 per una simulazione in condizioni climatologiche estive. Viene
mostrato il campo di venti a circa 25 m a.g.l. La risoluzione in
x
ed y
della griglia è di 9 km |
|
Griglia
#3 per una simulazione in condizioni climatologiche estive. Viene
mostrato il campo di venti a circa 25 m a.g.l. La risoluzione in
x
ed y
della griglia è di 3 km |
|
[1]
L. Walko, C.J. Tremback, and R. F. A. Hertenstein: RAMS version 3b User’s
Guide, Aster Division Mission Research Corporation, Fort Collins,
1995.
[2]
R.A. Pielke et all: A Comprehensive Meteorological Mdeling System-RAMS, Meteorol.
Atmos. Phys.
,45, 69-91, 1992
[3]
Mesinger, F. and A. Arakawa: Numerical methods used in atmospheric models.
GARP Publication Series, No. 14 , WMO/ICSU
Joint Organizing Committee, 64 pp, 1976
[4]
Cark, T.L. and W.R. Peltier: On the evolution and stability of finite –amplitude
mountain waves.
J.Atmos.
Sci., 34,1715-1730,
1977
[5]
Clark, T.L., and R.D. Farley : Severe downslope windstorme
calculations in two and three spatial dimensions using anaelastic
interactive grid nesting: a possible mechanism for gustiness. J.Atmo.Sci.,
41, 329-350, 1984
[6]
Clark, T.L., and W.D. Hall: Multi-domain simulations of the time dependent
Navier-Stokes equations: Benchmark error analysis of some nesting
procedures. J. Comput. Phys., 92, 456-486,1991
[7]
Wang, W., Warner, T.T.: Use of four-dimensional data assimilation by
Newtonian relaxation and latent-heat forcing to improve a mesoscale-model
precipitation forecast: a case study. Mon. Wea. Rev., 116,
2593-2613, 1988
[8] Kalnay E., M. Kanamitsu, R. Klister, W. Collis, D.
Deaven, C. Gandin, M. Iredell, S. Saha, J. White, J. Vallen, Y. Zhu, A.
Ceetnaa, R. Reynolds, N. Chelliah, W. Ebisuzaki, W. Higgins, J. Janowak,
K. C. Mo, C. Ropelewsky, J. Wang, R. Jenne, D. Joseph, 1996: The NCEP/NCAR
40 – year reanalysus project. Bull.
Amer. Meteorol. Soc. , 77,437-471
|
|