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Il modello HYPACT,
disponibile presso il CRATI S.c.r.l. nella sua versione 1.0 è un
codice sviluppato per simulare il moto di traccianti ed inquinanti
sotto l’influenza del moto atmosferico, includendo in questo la
turbolenza.
Sebbene il modello RAMS sia in grado di svolgere funzioni simili, il
vantaggio fondamentale del modello HYPACT, risiede nella sua natura
ibrida di trasporto.
Infatti un trattamento euleriano completo della diffusione e
dispersione di traccianti, così come quello del RAMS, dovrebbe
rappresentare necessariamente la sorgente con un volume non
inferiore al volume di griglia e diffonderebbe rapidamente ai punti
di griglia vicini la specie considerata. Uno schema lagrangiano, al
contrario, consente di mantenere concentrata la piuma emessa da una
data sorgente fin quando le leggi della fisica non impongono alla
piuma di mescolarsi e di disperdersi.
D’altro canto uno schema di trasporto lagrangiano non è in grado
di descrivere in bene il comportamento della piuma a grande distanza
dalla sorgente quando quest’ultima diviene bene mescolata e
dispersa. In questo caso, infatti, il numero di particelle da dover
seguire per una corretta descrizione della piuma sarebbe
eccessivamente dispendioso in termini di tempo computazionale e, di
conseguenza, si preferisce utilizzare un approccio euleriano. La
struttura ibrida del modello HYPACT consente di utilizzare un
approccio lagrangiano in vicinanza della sorgente che emette la
piuma ad uno schema euleriano a distanze “sufficientemente
grandi” dalla sorgente.
Sebbene il modello HYPACT può ricevere informazioni da vari tipi di
dati (sia da osservazioni che da campi ipotetici) il suo utilizzo
naturale è in unione al modello RAMS. Nelle prossime versioni il
modello HYPACT dovrebbe diventare una componente del modello RAMS e
l’esecuzione del modello RAMS+HYPACT consentirà in una sola
simulazione di ottenere il risultato del modello a mesoscala RAMS e
del modello di trasporto ibrido HYPACT. Al momento, tuttavia, il
modello HYPACT è separato dal modello RAMS e riceve da esso lo
stato dinamico e termodinamico dell’atmosfera. Ciò significa che
al momento eventuali processi di feedback, come ad esempio l’influenza sulla radiazione di una
determinata piuma di fumo, non vengono considerati. Una volta che
una certa sorgente emette in atmosfera una data specie possono
intervenire su di essa eventuali termini di sorgente o pozzo dovuti
a reazioni chimiche, evaporazione e condensazione, precipitazione,
decadimento radiattivo etc.
I campi atmosferici vengono determinati alle varie posizioni di ogni
particella rilasciata da medie spazio temporali eseguite
sull’output del modello RAMS. Per ottenere un’efficienza massima
nella interpolazione ed utilizzare la più alta risoluzione
ottenibile dal modello RAMS, il modello HYPACT utilizza una griglia
speciale chiamata “griglia – h”. La dispersione degli
inquinanti nella parte lagrangiana del modello HYPACT è simulata
seguendo un gran numero di particelle e riscaldando la loro
posizione dalle relazioni:
dove
u, v, w
sono le componenti del vento direttamente risolto dal modello a
mesoscala RAMS;
u', v', w'
sono
i termini di turbolenza.
wp
è
una eventuale velocità verticale dovuta a particolari “forcings”.
Ogni particella rappresenta un elemento di massa di inquinante,
wp
che
può variare nel tempo a causa di:
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La parte non
turbolenta della velocità, come detto, viene ottenuta tramite
interpolazione spazio temporale delle velocità ottenute dal modello
RAMS, mentre le componenti turbolente della velocità sono derivate
da uno schema a catena, al primo ordine, derivato da Markov sotto le
seguenti ipotesi:
-
le
particelle hanno la stessa distribuzione di velocità dell’aria;
-
la
turbolenza è omogenea nel piano orizzontale;
-
la
turbolenza è gaussiana (ovvero le componenti turbolente del vento
hanno un distribuzione normale con media nulla e una varianza nelle
tre componenti delle velocità del vento);
-
le
particelle si muovono indipendentemente.
La catena di
Markov può essere descritta nel modo seguente:
dove
ru,
rv
, rw
sono delle componenti
gaussiane non correlate, Ru
,
Rv , Rw
sono termini di autocorrelazione lagrangiana che, nel modello
HYPACT,
hanno la forma semplice esponenziale.
dove
su2
,sv2
,
sw2
sono le
varianze delle componenti della velocità,
Dt
è il timestep,
TLu
,
TLv ,
TLw
sono i
tempi di scala lagrangiani.
Le fluttuazioni ru
,
rv , rw
sono
generate ad ogni timestep
dalle:
dove
hu
,
hv,
hw
sono numeri casuali generati da una
distribuzione gaussiana.
Le
variabili meteorologiche necessarie come input per il modello HYPACT
sono:
-
u,
v, w
(componenti
non turbolente);
-
su2
,sv2
,
sw2
(varianze del vento);
-
TLu
,
TLv
,
TLw
(tempi scala
lagrangiani)
Come
detto il modello HYPACT ha bisogno come campi di input delle
componenti non turbolente della velocità, dei tempi di scala
lagrangiani e delle varianze delle velocità.
Le componenti non turbolente delle velocità vengono ottenute nel
modello RAMS con semplice interpolazione spazio-temporale sulla
griglia - h, mentre le varianze delle velocità ed i tempi di scala
lagrangiani vengono ottenuti come descritto nel paragrafo
successivo.
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Le variabili
turbolente necessarie al modello HYPACT sono state derivate usando
uno schema semplificato della tecnica elaborata da Mellor e Yamada (1974,1982).
E’ possibile
applicare i seguenti schemi:
-
Uno
schema a chiusura 2.5 modificato nel caso di turbolenza crescente (Helfand
e Labraga, 1988) che può essere applicato se si conoscono il campo
di vento, la temperatura potenziale e l’energia cinetica
turbolenta;
-
Uno
schema al secondo ordine se si hanno informazioni solo sulla
temperatura e sul campo di vento. Questo schema assume un bilancio
esatto tra la produzione e la dissipazione dell’energia cinetica
di turbolenza.
Il vento e la
temperatura entrano nei calcoli in forma di gradienti verticali
adimensionali:
La
lunghezza di scala della turbolenza
l
è assunta da Mellor e Yamada (1982). Le varianze delle velocità ed
i tempi di scala lagrangiani sono dati da:
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(12) |
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dove la
costante
cz
è
assunta pari a 2 (Hama, 1982).
La differenza tra lo schema a chiusura 2 e lo schema
a chiusura 2.5 risiede nel calcolo dei parametri
Sm
ed
Shnella (12). Una volta
ottenuti questi parametri si possono calcolare le varianze delle
velocità dalla (12) ed i tempi scala lagrangiani dalla (13).
Inoltre nel caso dello schema a chiusura 2 il calcolo dei precedenti
parametri viene fatto in modo iterativo mentre per lo schema 2.5
tale calcolo è diretto.
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Decadimenti
radiologici e chimici possono essere inclusi facilmente nel modello
HYPACT deducendo la massa della specie considerata ad ogni timestep
in base alla relazione:
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(14) |
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dove
Dt
è
lo step temporale e
a=(ln
2)/ t1/2
è la velocità della trasformazione .t1/2
rappresenta il tempo di dimezzamento.
Anche le trasformazioni
chimiche lineari possono essere facilmente introdotte nel modello
HYPACT. Ad esempio, se si considerano le specie con concentrazione
c1
e c2
, rispettivamente, che sono legate tra loro da
semplici relazioni quali, ad esempio:
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(15) |
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si può
facilmente risalire alla variazione della massa delle specie
chimiche nel tempo dalla soluzione analitica dalle equazioni
precedenti:
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(16) |

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Un
discorso completamente diverso è invece legato alle reazioni
chimiche non lineari come sottolineato in Zanetti.( Zanetti, 1992).
I coefficienti
a1,
a2
possono dipendere da variabili meteorologiche quali
temperatura, umidità e radiazione.
La trattazione delle reazioni chimiche non lineari, infatti, è
estremamente complicata, se non impossibile, nei modelli lagrangiani.
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La dispersione
delle particelle con diametro inferiore ad un millimetro viene
trattato secondo quanto illustrato nel paragrafo 2.
Nel caso di
particelle con diametri superiori bisogna aggiungere gli effetti
della forza gravitazionale, introducendo, nell’equazione (3) una
velocità di caduta
vt
. Questa velocità vale:
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(17) |
|
dove
Tp
è il tempo di
rilassamento dato da:
|
(18) |
|
doverp
e
r
sono le densità,
rispettivamente, della particella e dell’aria,
g
è
l’accelerazione di gravità,
nè la viscosità
molecolare cinematica. Il fattore
f(Re)
è introdotto per tener
conto delle forze di attrito agenti sulla particella ed è funzione
del numero di Reynolds:
|
(19) |
|
ed
A causa
delle dimensioni delle particelle in questione bisogna tener conto
di altri due effetti che caratterizzano la risposta di queste
particelle alla turbolenza:
-
Inerzia
. Una particella con una data inerzia non risponde a tutti gli
“eddies” ma solo a quelli che hanno un periodo molto maggiore
del tempo di rilassamento
Tp.
L’effetto di inerzia può essere trascurato per
particelle con diametro fino a 500mm.
-
Effetto
di attraversamento degli eddies. Una particella con una data velocità
di caduta non segue nel suo moto gli eddies ma continua ad
attraversarli nel suo moto. Questo effetto è importante anche per
particelle piccole.
L’effetto
di inerzia si traduce in una diminuzione della varianza della
particellaspi2
e nella
crescita dell’atmosfera nel loro moto.
L’effetto dell’attraversamento degli eddies si traduce in una
diminuzione dell’autocorrelazione Rpi (Dt).
Di conseguenza le
particelle più pesanti possono disperdersi più velocemente degli
elementi di fluido se l’inerzia controlla la dispersione.
D’altro canto se l’inerzia è trascurabile , la dispersione
delle particelle è inferiore a quello di un tracciante che segue il
moto del fluido. Uno studio approfondito della dispersione dei
traccianti pesanti si trova in Wang e Stock (1993).
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L’interazione di
una particella con la superficie è parametrizzata secondo Boughton
et al. (1987). Sopra una certa quota h, la probabilità di
deposizione è data da Monin (1959). Questa probabilità di
deposizione vale:
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(20) |
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dove
vd
è la
velocità di deposizione,f(x)
è la distribuzione di Gauss standard,
K
è la diffusività eddy e
z
è l’altezza della particella al disopra della superficie.
Il calcolo della deposizione secca viene suddiviso in due casi:
-
deposizione di
particelle grandi. Le particelle che hanno
z<h
vengono
assorbite se un numero casuale nell’intervallo chiuso [0, 1] è
minore di
P(z,Dt)
altrimenti
la particella viene riflessa.
-
Deposizione di particelle piccole. In questo caso si assume
che la particella venga perfettamente riflessa perdendo una frazione
della sua massa pari a
P(z,Dt). Questa riduzione è applicata , ad esempio, nella simulazione
con la chimica lineare dove la distribuzione
P(z,Dt) viene
calcolata ed applicata ad ogni specie chimica differente.
La velocità di deposizione
vd
viene calcolata con il metodo del “resistence model” (Walck et
al., 1986).
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Vari modelli sono stati suggeriti per trattare il
galleggiamento delle piume emesse da ciminiere (Zanetti e Al Madami,
1984; Cofan, 1985; Gaffen et al., 1987; Van Dop, 1982) in cui una
equazione stocastica descrive i fenomeni di galleggiamento della
particella. Tuttavia nel modello HYPACT si preferisce adottare un
approccio più semplice basato sulla derivazione di una velocità
verticale addizionale che descrive, appunto, gli effetti di buoyancy.
Due sono gli approcci utilizzabili nel modello HYPACT:
La quota
zeff
o la
velocità
wp
vengono ricalcolate ad ogni passo
temporale quando si hanno nuovi campi meteorologici.
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La massa della
i-esima particella al tempo di rilascio è data da:
dove il
valore di
Q
rappresenta l’emissione per unità di tempo nel
caso di rilascio continuo ed
M
è la massa totale di
inquinante rilasciato nell’unità di tempo. Ad esempio se
rp=1/
mp per rilasciare una
singola particella occorrono
mp
timesteps. La sorgente
da cui vengono rilasciate le particelle deve essere specificata sia
nella sua posizione, all’interno del dominio considerato, sia
nelle sue dimensioni. Ciò consente di poter studiare problemi
relativi al rilascio da sorgente puntuale, da sorgente lineare, da
sorgente areolare e da sorgente di volume.
La concentrazione C
dell’inquinante, ad un certo istante di
tempo e ad una data posizione, può essere determinata contando le
particelle che si trovano in un certo volume considerato Dxs,
Dys,
Dzs
centrato nella posizione
(x,y,z):
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(21) |
|
dove:
dove
xi, yi,zi
ed
mpi
sono
rispettivamente, la posizione e la massa della particella i-esima al
tempo t.
Per poter ottenere una statistica significativa secondo uno schema
appena illustrato, occorre, generalmente, rilasciare alcune migliaia
di particelle. Questo rende poco efficiente il modello da un punto
di vista computazionale.
Di conseguenza sono
stati fatti diversi studi per migliorare questo aspetto. In
particolare l’efficienza di calcolo del modello è stata
migliorata con l’utilizzo di un kernel per il calcolo della
concentrazione.
La concentrazione ad un dato
punto viene calcolata dalla somma dei contributi di tutte le
particelle considerando anche gli effetti di riflessione del suolo:
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(22) |
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dove il
kernel
k
soddisfa la condizione:
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(23) |
|
ed:
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(24) |
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I
parametri hxi
,
hyi
, hzi sono chiamati larghezze di banda. Lo schema per il
calcolo della concentrazione con l’utilizzo del kernel non dipende
in modo sostanziale dalla forma funzionale del kernel, tuttavia
dipende in modo sensibile dalle larghezze di banda
h.
Purtroppo non si è ancora arrivati alla scrittura di forme
funzionali soddisfacenti per le larghezze di banda e di conseguenza,
nel modello HYPACT si utilizzano le seguenti espressioni per le
h:
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(25) |
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Come si
vede dalla (25) le larghezze di banda sono costanti per tutte le
particelle. La forma del kernel utilizzata dal modello HYPACT è:
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(26) |
|
con:
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(27) |
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[1]
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