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Il CRATI s.c.r.l.,
in collaborazione con le università calabresi e l'università
di Tor Vergata, ha progettato e realizzato una unità mobile
per il monitoraggio di parametri ambientali con tecnologia LIDAR/DIAL
a CO2.Le tecniche LIDAR e DIAL, ampiamente sperimentate dal CRATI, sono
particolarmente idonee per la misura di concentrazioni di Con il crescente interesse ai seri problemi legati all’inquinamento dovuto all’impatto industriale e ai veicoli a motori è aumentata la necessità di ottenere informazioni istantanee con tecniche di rivelazione che possono quantitativamente valutare la concentrazione di gas in traccia distribuiti su ampie aree. Generalmente, per il monitoraggio di inquinanti in atmosfera e la valutazione quantitativa della loro concentrazione vengono usate stazioni fisse di misura. Poiché, queste ultime valutano la concentrazione delle sostanze giusto intorno al sito d'installazione, non sono in grado di monitorare vaste aree ma per la sorveglianza su ampie zone è necessario costruire un’ampia rete di centraline distribuite su tutta l’area da investigare. Le tecniche LIDAR \ DIAL sono spesso usate nella ricerca per acquisire informazioni necessarie a validare modelli di differenti tipi di atmosfera ma possono essere anche usate per il controllo e il monitoraggio di particolari gas inquinanti di origine antropica. Queste tecniche permettono di ottenere profili di concentrazione in funzione della distanza, tra la stazione e l’area investigata, del gas in esame. I sistemi DIAL, in particolare, permettono di valutare la concentrazione in maniera indipendente da modelli atmosferici. Quindi, l’uso di questi sistemi chiamati anche radar ottici, danno la possibilità di ottenere informazioni tridimensionali della diffusione dell’inquinante in atmosfera. Lo scopo del
progetto è stato di validare le metodologie LIDAR DIAL per il
monitoraggio ambientale usando un stazione mobile di telerilevamento
laser (TELA). Il goal del progetto è stato dimostrare la
flessibilità e l’economicità dell’unità mobile paragonata
alle convenzionali stazione fisse di monitoraggio. La tecnologia e
la metodologia di questo progetto sono state completamente
innovative. Il progetto potrà
contribuire alla salvaguardia e al controllo di aree urbane e
industriali, problema che è molto importate in diversi stati
Europei
La radiazione
laser emessa viene inviata in atmosfera mediante una serie di
specchi e in ultimo dal celostato, che permette di inviare e
ricevere la radiazione retrodiffusa su un intero emisfero. Il
celostato è movimentato da due motori e permette di effettuare una
mappatura tridimensionale degli inquinanti emessi in atmosfera. La
radiazione retrodiffusa raccolta viene inviata sul telescopio che
focalizza il segnale ottico sull’area del detector. Quest’ultimo
converte il segnale ottico in uno elettrico, che, a sua volta, viene
digitalizzato e trasferito sulla memoria di un PC. Successivamente i
segnali raccolti vengono elaborati e analizzati dando in uscita il
profilo della sostanza indagata. Una prima campagna
di misura ha evidenziato la possibilità, da parte dell’unità
mobile, di seguire l’evoluzione delle emissioni da una ciminiera.
Nel caso particolare l’emissione è essenzialmente vapore acqueo. I dati ottenuti mostrano l’evoluzione del fumo e la sua diffusione in atmosfera. L’immagine mostra la ciminiera del cementificio così come vista dalla telecamera montata sul celostato della stazione mobile.
Nei due grafici sono evidenziati con falsi colori l’andamento del fumo su due diversi piani verticali. I colori che vanno da quelli freddi (blu) a quelli caldi (rosso) indicano un valore di concentrazione di vapore d’acqua crescente. Nello stesso tempo indicano l’andamento e la diffusione del fumo della ciminiera. È da notare che la ciminiera del cementificio dista circa 800 m dalla stazione mobile posizionata all’origine del sistema di riferimento.
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