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WAsP (Wind Atlas Analysis and
Application Program) è composto da un set di modelli matematici che
hanno il compito di correggere le misure anemometriche al fine di
ottenere una climatologia del vento della zona considerata. Inoltre, a
partire dal database di dati del vento si ottiene una stima dell'
energia eolica prodotta da una singola turbina oppure da una wind farm
in un sito prestabilito. Le equazioni di base del modello sono la legge
di similarità nello strato superficiale, che descrive il profilo
verticale del vento nello Strato Limite Planetario, e la legge di
resistenza geostrofica che collega il vento causato da attività
“sinottiche” alla velocità di frizione superficiale. La prima (Stull,
1988) è espressa dalla seguente formula:
u(z) = (u*/k)
ln(z/z0)
dove u*
è la velocità di frizione legata alla turbolenza, k è una costante
adimensionale, nota come costante di Von Karman, il cui valore è di
circa 0.35 e z0 è la lunghezza di rugosità
del terreno. La legge di resistenza geostrofica è data, in condizioni di
neutralità atmosferica, da (Rossby & Montgomery,1935):
G=
(u*/k)((ln(u*/fz0)-A)2+B2)1/2
dove G
è il modulo del vento geostrofico, A e B costanti
empiriche adimensionali, f il parametro di Coriolis. I
sottomodelli sono il modello per la stabilità, il modello per il cambio
di rugosità, il modello per gli ostacoli ed il modello per l’orografia;
essi hanno il compito di modificare il profilo del vento al variare di
alcune condizioni. Il modello per la stabilità si basa su alcune
correzioni da apportare alla (1) al mutare delle condizioni di stabilità
atmosferica e richiede come input le medie climatologiche e gli scarti
quadratici medi del flusso di calore superficiale. Il modello è derivato
dalla (2) ed il profilo del vento è derivato da una espansione
semplificata (Jensen et al.,1984) del primo ordine
dell’espressione del flusso di calore sensibile per condizioni di
neutralità atmosferica. Il modello per il cambio di rugosità ha il
compito di modificare il profilo del vento quando il terreno non è
omogeneo. In questo caso al terreno sono assegnate delle lunghezze di
rugosità ed il flusso del vento, passando tra due superfici disomogenee,
è calcolato da considerazioni sullo stato limite superficiale (Panofsky,
1973). Il modello per l' effetto-barriera entra in gioco considerando
gli effetti di attrito causati dalla resistenza aerodinamica dovuta ad
eventuali ostacoli con dimensioni variabili vicini all' anemometro o al
sito eolico. Infatti è noto come in prossimità di un ostacolo, a
distanze o quote comparabili con la sua altezza, il profilo del vento
venga perturbato. Questo modello permette così di “pulire” il dato
anemometrico eliminando questi effetti. Gli schemi usati sono derivati
dalle espressioni date da Perera (1981). Il modello per l'orografia,
come i due precedenti, viene utilizzato per correggere i dati del vento
da effetti dovuti alle disomogeneità del terreno circostante; in questo
caso vengono calcolati gli effetti indotti dalle variazioni altimetriche
del terreno intorno alla stazione di misura
(Troen et. al.,
1981; Oberthettinger, 1973, Jensen et al., 1984).
Attualmente presso il CRATI s.c.r.l. è utilizzato il modello WASP 8.3 |
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In
questa tabella
sono stimate per ciascuno dei 12
settori di 30°, la frequenza del vento (in %), i parametri di
Weibull A e k, la velocità media del vento U, la densità di potenza P,
e l’AEP (Annual Energy Production) |