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Questo metodo si basa sulla probabilità che 2 o più eventi indipendenti possano
verificarsi contemporaneamente. Consideriamo per semplicità il caso di due
stazioni, 1 e 2, che misurano velocità e direzione del vento indicati
rispettivamente con d1, v1
e d2, v2.
Si può definire la funzione di probabilità congiunta f(d1,v1
; d2,v2) come la probabilità
che due particolari eventi (d1,v1)
e (d2,v2) accadano contemporaneamente. Questa
funzione ha le seguenti proprietà:
0 ≤ f(d1,v1
; d2,v2 ) ≤
1
Σd1, v1 Σd2, v2
[f(d1,v1 ; d2,v2 )] = 1
Una
volta costruita la f(d1,v1
; d2,v2), si possono calcolare le
probabilità marginali degli eventi. Per esempio la probabilità di misurare un
evento nel sito 2 indipendentemente da quello osservato nel sito 1 sarà data da:
P(d2,v2 ) =
Σd1, v1
[f(d1,v1 ; d2,v2 )]
mentre la probabilità di misurare una particolare direzione d' nel sito 2,
indipendentemente dalla velocità misurata nella stessa località e da
quanto misurato nel sito 1, sarà data da:
P(d') = Σ
v2 P(d2,v2 )
= Σv2Σd1,
v1 [f(d1,v1
; d2,v2 )]
Allo stesso modo si può calcolare la probabilità di misurare una velocità v'
indipendentemente dalla direzione misurata nella stessa località e da
quanto misurato nel sito 1, ottenendo:
P(v') = Σ
d2 P(d2,v2 )
= Σv2Σd1,
v1 [f(d1,v1
; d2,v2 )]
Dal calcolo delle probabilità marginali è possibile ricostruire gli istogrammi
delle velocità e le statistiche del vento di un sito, come negli esempi di
seguito riportati in cui è illustrato il confronto fra i dati misurati e quelli
indotti dalla metodologia considerando due località
situate rispettivamente lungo i versanti Ionico e Tirrenico della Calabria.
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