CRIOSTATI TERMOELETTRICI

Per ottenere un alto rapporto segnale/rumore, specialmente a bassi livelli di luce, si deve mantenere la chip ad una temperatura di esercizio bassa e costante. 
Sono stati progettati e realizzati tre Criostati TEC (Thermo Electric Cooler), basati su speciali Celle Peltier (Cascade Stages), per camere CCD equipaggiate con chip 2kx2k pixel (Criostato 1, Criostato 2, Criostato di prova) ed uno per camere CCD con chip 2x2kx4k (4kx4k.).


Celle Peltier a due e tre stadi

Nel caso dei Criostati 1 e 2, il calore prodotto dalle chip viene trasmesso, mediante un blocchetto di rame o alluminio, alle celle Peltier e, successivamente, da queste ad uno scambiatore termico realizzato in alluminio (o rame) dove circola (a circuito chiuso) un liquido refrigerante (Glycol) a temperatura controllata da un Chiller.

Il range di regolazione della temperatura del liquido refrigerante va 
da - 30°C a + 25 °C .
Per il raffreddamento delle chip alloggiate nel Criostato di prova la dissipazione termica avviene tramite circolazione di aria. Con il sistema termoelettrico si è raggiunta una temperatura di esercizio di 200 K stabile entro un decimo di grado. 

Camere CCD equipaggiate con chip 2kx2k

    Criostati per 
     chip 2kx2k

Interno del criostato 
di prova

CRIOSTATO DI PROVA

Il Criostato di prova è stato realizzato per avere in tempi rapidi informazioni sulle caratteristiche principali delle chip CCD (funzionamento elettrico, prova fasi ecc.).
E’ dotato di un sistema per la messa a fuoco di diapositive contenenti pattern test (risoluzione spaziale, fotometria etc.).
Per facilitare il montaggio e lo smontaggio delle chip CCD durante i test, è stato utilizzato un socket ZIF (Zero Insertion Force).